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Full text of "I Lituani; dramma lirico"

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LITUANI 

DRAMMA LIRICO 

DI 

A. GHI SLANZONI 

MUSICA DI 

A. PONCHIELLI 



MILANO - TEATRO DAL VERME 

Autunno 1S86 
Impresa LUIGI CESARI & C. 




265.Regent Street.W. 



Proprietà per tutti i paesi. 
Deposto - Eni. Sta. Hall. 
Diritti di traduzione riservati. 



PERSONAGGI 



PROLOGO 



ARNOLDO, Principe Lituano .... Lhérie Paolo 

ALDONA, sorella di Arnoldo .... Gabbi Adalgisa 

WALTER, sposo di Aldona .... Signoretti Leopoldo 

ALBANO, vecchio Vaidelota .... Sillich Aristodemo 

Donne Lituane — Vecchi — Soldati. 

i.% 2°, 3. ATTO 

CORRADO DI WALLENROD . . . Signoretti Leopoldo 

ARNOLDO Lhérie Paolo 

ALDONA Gabbi Adalgisa 

ALBANO . Sillich Aristodemo 

VITOLDO . . Limonta Napoleone 

Un Araldo. . . ■ N. N. 

Duci - Cavalieri teutoni - Soldati germani e lituani - Franco- 
Giudici - Paggi - Guerrieri germani - Bardi - Menestrelli 



- Popolo - Abati - Monaci - Frati - Principe di Germania 

- Arcivescovo di Marienburgo, ecc., ecc. 



Dal prologo dell' allo primo sono scorsi io anni. 
La scena è a Marienburgo. 



Maestro direttore e concertatore, comm. Franco Faccio, 
Maestro dei Cori, cav. Giuseppe Cairati. 
Maestro della Banda, Guarneri prof. Andrea. 
Direttore di scena, Gaetano Archinti. 
Compositore delle Danze, Cesare Coppini. 



Banda Municipale sul Palcoscenico. 
N. 80 Professori d'orchestra — N. 80 Coristi 
N. 24 Seconde ballerine — N. 100 Comparse e Corifei. 



j 

FORNITORI 

Vestiarista, Brunetti, Chiappa e Comp. 
Proprietario delle scene, Ercole Sorniani. 
Attrezzista, E. Rancati e Comp. 
Macchinista, Ferdinando Sorniani. 

Luce Elettrica, Luigi Prandoni. 
Parrucchiere, Ercole Nobili e Comp. 
Calzoleria, Rosa Maweroffer e figlia. 
Fiorista, E. Robba. 
Gioielliere, L. Rancati. 



Agente dell'Impresa ANGELO VILLA. 



Cenni stona 



Nelle Note al Corrado Wallenrod di Adamo Mi- 
chiewicz, leggiamo qtianto segue: — Noi abbiamo qua- 
lificato il nostro poema col titolo di Novella storica, 
perchè i caratteri dei personaggi che vi figurano, 
come i fatti più importanti, hanno una impronta li 
verità. Le cronache dell'epoca sono talmente oscure, 
che per farsi una idea generale degli avvenimenti, 
è d'uopo ricorrere alla congettura. — 

Corrado Wallenrod ha egli realmente esistito ? — 
Su ciò non può ammettersi dtibbio ; come non è dtib- 
bia V azione fatale di lui, onde la terribile possanza 
delV Ordine teutonico fu scossa e soggiogata. La tra- 
dizione non va più in là : e noi dobbiamo alla ardita 
e fervente fantasia dell'illustre poeta polacco l'ipotesi, 
d altronde molto verosimile , che Corrado, di origine 
Lituano, entrasse nelV Ordine dei Teutoni col propo- 
sito di dominarli e di vendicare V oppressa stia patria, 
trascinandoli all' estrema rovina. 



Due parole sulla origine e sugli statuti dei Franco- 
Giudici. Allorquando , nel medio evo , i dicchi ed i 
baroni commettevano impunemente ogni sorta di delitti, 

I Lituani i 



— 6 — 



venne a formarsi una società i etti membri, gli uni, 
agii altri sconosciuti , si obbligavano con giuramento 
a punire i colpevoli senza riguardo a vincoli di ami- 
cizia o di sangue. Profferita una sentenza di morte, 
i Giudici la annunziavano al condannato , gridando 
sotto le finestre della stia casa , o in altro luogo da 
lui frequentato , quel Veli formidabile , onde poi la 
società prese il titolo di Veheema. — Stranissimi riti 
accompagnavano le segrete adunanze, le denunzie e le 
condanne; fra gli altri, quello di appuntare le spade 
al cuore del colpevole, effigiato sovra il Gran Libro. 
Nel poema di Adamo Michiewicz, una di queste adu - 
nanze è descritta a larghi tratti, ciò che Goethe ' avea 
fatto prima di lui nel suo Gòz di Berlikinga. L'au- 
tore del libretto , per ragioni di opportunità teatrale 
che di leggieri si indovinano , non riprodusse inte- 
gralmente quella scena , dove Corrado viene procla- 
mato tre volte traditore. 



La religione dei Lituani era una strana mistura 
di idolatria e di cristianesimo importato. — / Vay- 
deloti, i Ligonoti, ecc., ecc., rappresentavano , nei riti 
solenni , la parte del sacerdote e del bardo. Fra le 
molte divinità fantastiche, erano oggetto di speciale e 
simpatica venerazione le Willi , creature incorporee e 
diafane , punitrìci del misfatto o messaggiere del ce- 
leste perdono. 

A. GHISLA NZONI. 



PROLOGO 



Spalti di un Castello. 

A sinistra mura diroccate da cui si domina vasto spazio di paese. 
A destra una gradinata che mette al Castello. — È vicina la notte. 



Albano , Donne , Famigli e Vecchi Lituani. 

Albano 

(guardando dalle mura) 

rrenda vista!... Le lontane valli 
Sembrano un mar di fuoco - I rosseggiami 
Gioghi... le torri... i ruderi difformi 
Dei castelli abbattuti eruttan nembi 
Vorticosi di fumo. - In quelle tetre 
Caligini agitarsi 
Come funerei spettri 
Ecco i germani corridori!... 

(rifuggendo costernato) 

O patria! 

O Lituania mia... 

Chi ti soccorre ? - De* tuoi forti figli 
Prostrato è il braccio e ti abbandona Iddio!... 




— 8 — 



Aldona che viene dal Castello con seguito di donne e famigli, e Detti. 

Aldona 

(agitata) 

Quali novelle?... Arnoldo ancor dal campo 
Non ritornò?... Walter con esso uscìa 
Stamane... 

Albano 

Ultimi sempre 
A ritrarsi dal campo i generosi. 
Una triste giornata ohimè ! si compie. 

Aldona 

Tanto terror giammai 
Non invase quest'alma. 

(volgendosi al Coro) 

Al cielo alziamo 

La prece della sera... 

Tutti 

Ah sì! preghiamo!... 

Preghiam pei vegliardi scorati e fuggenti, 
Preghiam per le madri pensose e gementi 
Che al bacio dei figli sospirano invan. 
Preghiamo pei forti che caddero estinti, 
Preghiam per la fede suprema dei vinti, 
Pegli orfani ignudi che attendono il pan. 

Albano 

Preghiam che al riscatto del popolo oppresso 
Insorga il gigante dai bardi promesso 
Chiamando a vendetta gli spersi guerrier. 

Tutti 

Preghiam che in quel giorno dai tetri burroni 

Siccome ruggito di mille leoni 

Eccheggi un sol grido : va fuori, stranier ! 



Walter, Arnoldo, pochi soldati e Detti. 



Aldona 

(correndo incontro a Walter e ad Arnoldo che vengono dal ponte) 

Walter... fra tei... 

Arnoldo 
Sventura a noi ! 
Tutti 

Perduti ! 

Arnoldo 

Caddero i forti invan - Il tradimento 
Vinse il valor... Un condottiero il campo 
Abbandonava... 

Albano 
E il traditor?... 
Arnoldo 

Vitoldo... 

Tutti 

Infamia eterna a lui!... 

Aldona 

Nè via di scampo 

Rimane più ? 

Arnoldo 
Sol una. 

Aldona 

Quale? 

Arnoldo 
Vieni... e il saprai... 

Aldona 

(a Walter) 

Walter, tu resti? 



IO 



Walter 

Qui attenderò. 

Albano e Coro 
Quale mistero ! 
Aldona 

(avviandosi verso il Castello) 

Io tremo... 

Arnoldo 

(dalla gradinata volgendosi al Coro) 

Fratelli : all'are vi prosternate... 
La vostra fede nel duol temprate... 
Fermi a combattere, pronti a morir!... 

Aldona 

(presso al fratello guardando Walter) 

Giammai noi vidi così turbato... 
Oual ne sovrasta tremendo lato ? 
Un mortai gelo mi scese al cor. 

Walter 

(da se con dolore^ 

Sì bella... e giovane... e amata tanto... 
Abbandonarla dovrò nel pianto... 
Fra noi per sempre l'abisso aprir!... 

Albano 

Morta è la patria... tutto è perduto... 
O vecchio bardo, spezza il liuto... 
Canto di schiavi non sale al ciel. 

Coro 

Pria che vederti, patria adorata, 
Dagli empi Teutoni contaminata, 
A noi fia gaudio per te morir. 

(Arnoldo e Aldona entrano nel Castello seguiti dal Coro) 



— II — 



Walter - Albano. 

Walter 

(appressandosi ad Albano) 

Mio vecchio Alban... noi partirem fra un'ora. 
Albano 

(riscuotendosi) 

Che intendi ? 

Walter 

(additando il Castello) 

Un grido di dolore immenso 
Da quelle antiche sale 
Fra poco eccheggierà - Misera Aldona ! 
Mia sposa... angelo mio... qual diverrai 
Allor che dal fratello 
Il tremendo tuo fato apprenderai ! 
Sì... partirem!... Due corridori al varco 
Ci attendono del ponte. 

Albano 

(con gioia) 

E sarìa vero ? 
L'alto disegno ch'io nel cor ti posi... 
Che da gran tempo in te fremea... 

Walter 

Compirlo 

Io decisi... o morir... 

Albano 

(con entusiasmo) 

Sia benedetta 
L'ora che a te, schiavo in germana terra, 
Paterno istinto di pietà mi avvinse! 
Benedette le veglie in cui ti appresi 
Della patria lontana il santo amor ; 
E gli inni ardenti onde nel cor ti accesi 
L'abbominio del Teutono oppressori... 



V 



— 12 — 



Walter 

(prorompendo con fuoco) 

Pera l' idra fatai che al mondo intero 
La schiavitù minaccia e lo squallori.. . 

Albano 

Di sua fralezza a noi noto è il mistero... 
E il mostro orrendo feriremo al cor. 

Walter 

Sui demoni crociati il poter mio 

Col delitto e le stragi innalzerò... 

E il tempio infame... i sacerdoti... il Dio 

Nel gran giorno dell' ira abbatterò. 

Albano 

Oh! ch'io t'abbracci... ch'io ti chiami figlio 
Walter 

Mi sarà guida il tuo paterno amore. 

Or va - qui Aldona rivedrò - profferto 

Fia qui l'addio fatale 

Che dall'angelo il dèmone per sempre 

Dividerà. 

Albano 
Bada! il suo duol potria... 
Walter 

Non paventar! Tutto il tremendo abisso 
Già misurai... Forte son io. 

Albano 

Ti attendo... 



Walter e Aldona. 



Walter 

(gettandosi ai piedi di Aldona) 

Mia sposa... angelo mio... pietà... perdono 
Aldona 

(rialzandolo) 

Sorgi... e la voce dei mio core ascolta. 

(con calma solenne) 

Walter... da me tu parti... 
Tu infrangi il nostro amor... 
Vano sarìa pregarti, 
Fia muto il mio dolor. 
La folgor non si arresta 
Per lacrime o sospir, 
In terra a me non resta 
Che piangere e morir... 
Ma per morir beata, 
Walter, sol basta a me 
Questo pensier, che amata 
Un tempo io fui da te. 

Walter 

(con passione) 

Aldona ! io t'amo ancora ! 

Aldona 

(con accento di rimprovero) 

Perchè mentir vuoi tu? 
Un dì mi amasti... ed ora 
So che non m'ami più. 

Walter 

Crudeli del nostro addio 
Perchè tu inaspri il duolo ? 

Aldona 

Se amata ancor foss'io... 
Non partiresti solo... 



Concesso a me sarìa 

I passi tuoi seguir... 
E della patria martire 
Al fianco tuo morir. 

Walter 

II mio cammin qual sia 
Dunque... tu ignori ancor...? 
Ebben... mi ascolta... e fremerai d'orror. 

Notte cupa è il mio cammino 

Di delitti e tradimenti, 

È il deserto ove Caino 

Giurò l'odio dei viventi. 

Pria eh' io renda al Lituano 

La perduta libertà... 

Per me a fiumi il sangue umano 

Sulla terra scorrerà. 

Aldona 

(atterrita) 

Cielo ! 

Walter 
Tu tremi... Aldona... 

Aldona 

E non arretri 

Tu pure inorridito 
Innanzi a questo abisso 
Di sciagure e di colpe? 

Walter 

Maledetto 

Chi mi vi ha spinto!... Anatèma su voi 

Esecrati satelliti di Roma... 

Per cui santa è la guerra 

Del fratricidio... e solo omaggio a Dio 

Spegner le vite e desolar la terra. 

(conducendo Aldona verso le mura) 

Vedi laggiù quei fuochi ? È un rogo solo 
La Lituania - dei germani al carro 
Aggiogati i fratelli - i dorsi ignudi 
Sotto la verga dei feroci sgherri 
Gemono sangue.,. 



15 — 



Aldona 

(coprendosi il volto) 

O patria mia... o patria mia... 

Walter 

Tale è il destin serbato 

A tutti noi... tale sarebbe, o Aldona, 

L'avvenir de' tuoi figli... 

Aldona 

Ah ! no ! va, parti! 

Come sposa un di t'amai, 
Ora un Dio per me sarai... 
Vivrò mesta... il ciel pregando... 
Alla patria... a te vivrò. 

Walter 

Tale, Aldona, era l'amore 
Ch'io chiedeva al tuo gran core; 
Alla patria, a te pensando, 
L'universo io sfiderò. 

Albano 

(dall' interno) 

Walter! 

Walter 
Mi chiama Iddio... 

Aldona 
Mi abbraccia e parti. 

Aldona - Walter 
Addio! 

Disgiunti per poco 
Da un fato crudel, 
In libera patria 

Ci rivedremo... o martiri nel ciel. 



— IÓ — 



Arnoldo, dal Castello» 

Walter 

Arnoldo... a lei soltanto 
Rimani... or tu. 

Aldona 

(al fratello, reprimendo le lagrime) 

Fratel... 
Arnoldo 

(abbracciando Aldona) 

Fa cor... ! 

Aldona 
Ti frena, o pianto... 
Walter 
Forza le doni il del! 

(Walter si allontana rapidamente. Aldona si abbandona piangendo nelle braccia del fratello) 



ATTO PRIMO 



Piazza della Cattedrale di Marienburgo. 

Le case sono parate a festa. 



Popolo che irrompe festoso nella piazza : quindi Vitoldo e Duci, 
Albano, in disparte osservando. 

Popolo 

||fflÌ! EL gaudio salutiam 
j/iKspjDel fausto dì l'albor! 
^b^Ad incontrar moviam 
L' Eletto del Signor! 

VlTOLDO 

Corrado Wallenrod ! uno stranier ! 

Donne 

(con enfasi) 

Un valoroso, 
Un generoso, 
Che di sua fama 
La terra empi. 

Vitoldo 

(ai Duci) 

Un libertino 
Dedito al vino, 
Che in orgie infami 
Consuma i dì... 



i8 — 



Popolo 

Egli sui lidi Ispani 
De' Mauri fu il terror, 
Passò fra i Mussulmani 
Oual Dio vendicator ! 
Giusto è che a lui dell' Ordine 
Spetti il supremo onor. 

(sopraggiunge un drappello di giovinette e di garzoni, che gettano fiori e intrecciano danze) 

Coro 

Festose canzoni 

Bardi intuonate ; 
Fanciulle, garzoni^ 
Le danze intrecciate; 
Per voi nel tripudio 
Dei balli, dei canti, 
La terra si ammanti 
Di vergini fior! 

Vitoldo 

(da se) 

L'ambito potere 
Colui m' ha involato, 
Nemico implacato 
Per sempre mi avrà! 

Albano 

(Si esplori ogni volto, 
Si noti ogni accento: 
Un tetro sgomento 
Nell'alma mi sta). 

(Squillo di trombe. Il popolo si porta in fondo alla piazza ad osservare. I garzoni e 
le giovinette intanto si schierano sulla gradinata del tempio) 

Popolo 

1 Lituani... i dieci prigionier 

Che in omaggio al supremo cavalier, 
Siccome il rito vuol, 
Morranno al nuovo sol. 



(si avanzano lentamente i prigionieri incatenati, sospinti dagli sgheraniì 



— i 9 — 



Duci 

Giù! il capo nella polve!... 
A terra! a terra, 

Sulla soglia di Dio, pagani immondi! 

i prigionieri piegano i ginocchi estenuati. Dalla Cattedrale partono i suoni dell'organo) 
VOCI INTERNE 

Spirito creator 
Su lui discendi ! 
Ravviva la sua fede 
E l' inconsunto ardor 
In sen gli accendi! 

Prigionieri 

Già l'ultimo martir 
Si appresta a noi... 
Questi feroci Teutoni 
Vedran come a morir 
Vadan gli eroi ! 

VlTOLDO 

(Di quelle preci il suon 
M'è insulto e sfida... 
E il pianto di quei miseri 
Che un traditore io son 
Al cor mi grida). 

Albano 

Il vindice guerrier 
Gran Dio tu ispira ! 
Afferma la sua fede! 
Nel trepido pensier 
Raccendi l' ire ! 

Popolo e Duci 

L' Eletto del Signor 
Ora vedremo... 
Dal labbro suo fatidico 
L' inno di guerra ancor 
Tuonare udremo!... 



— 20 — 



Un Araldo 

(seguito da soldati che scendono dalla gradinata della Chiesa) 

Aprite il passo! 

Tutti 

Omaggio 
Di Cristo ai cavalieri... 

(dalla chiesa esce l'Arcivescovo di Marienburgo, con seguito di Abati, Monaci, ecc. 
Quindi il Principe di Germania dal fondo della piazza, seguito da Cavalieri, Araldi, ecc.) 

Teutoni, Popolo e Duci 

Sul brando la mano, 
La croce sul petto, 
Dell' Ordin sovrano 
Si avanza l'Eletto... 
Echeggi dal Tempio 
Tua voce alle genti, 
Speranza ai credenti, 
Degli empi terror. 

(Corrado, preceduto dai Cavalieri Teutoni, si presenta sull'alto della gradinata, ve- 
stito da Gran Maestro dell'Ordine Teutonico. Al suo fianco l'Arciconturo , Albano, 
Scudieri e Araldi. Tutti chinano la fronte ; l'Arcivesccvo ed il Principe consegnano 
a Corrado le insegne e gli emblemi dell' Ordine Teutonico; 

Corrado 

Umil soldato della Croce, indegno 
Ministro del Signore, omaggi vani 
Per me non chieggo - Un'alta meta il cielo 
Prefisse all'opre mie - Or chi potrebbe 
Quella meta vietarmi?... Dalla polve 
Voi mi elevaste al più sublime trono... 
Per voi, fratelli, onnipotente io sono! 

Tutti 

Arnese vano 
Nella tua mano 
Di Dio la spada 
Non resterà... 

Guerra!... Morte ai Pagani!... 

Vitoldo e Duci 
Sterminio ai Lituani!... 



— 21 — 



Corrado 

icon impeto) 

Chi ardisce?... (reprimendosi) No ! la voce 
Questa non è che dei redenti al core 
Parlava un dì la Croce... 
Delle spietate guerre 

Cessi l'obbrobrio ornai - cessin gli immani 

Sacrifizi di sangue!... 

Agli schiavi idolatri... ai prigionieri 

Sien sciolte le catene... 

Tale è il comando che da Dio mi viene. 

(Corrado preceduto dagli Scudieri discende dalla gradinata; dietro lui, gli Abati, 
Monaci, Cavalieri Teutoni, ecc., ecc.) 

Teutoni 

Pel labbro ispirato 
Il cielo ha parlato... 
Chi mai, chi resiste 
Del cielo al voler? 
Sia gloria all' Eletto 
Dell' Ordin sovrano, 
All'arbitro, al Duce 
Dei nostri pensieri 

Popolo 

Pel labbro ispirato 
Il cielo ha parlato... 
Chi mai, chi resiste 
Del cielo al voler ? 
Sia gloria all' Eletto 
Dell' Ordin sovrano, 
Al pio sacerdote, 
Al prode guerrieri 

Vitoldo e Duci 

Nel fiero sembiante, 
Nell'occhio fiammante 
Riflessa è l'ambascia 
Di un cupo mister... 
Del cielo all' Eletto 
La fronte pieghiamo... 
Sia gloria ed omaggio 
Al prode guerrieri... 



— 22 — 



Prigionieri 

Sien grazie al potente, 
Sieri grazie al clemente 
Che a noi della patria 
Riapre il sentieri... 
Per sempre ai redenti 
Sui lidi lontani 
Fia sacro il tuo nome, 
Pietoso stranier !... 

(il corteo s' allontana, seguito dai duci e dal popolo - ultimi i prigionieri, che si di- 
sperdono. La piazza rimane sgombra. Non rimane più che uno dei piigionieri, il 
quale con occhio attonito accompagna la folla; 



Arnoldo. 



Ciò che udii... ciò che vidi... E non è questo 

Un sogno schernitor ?... Demente forse 

Di due lustri la tenebra e l'affanno 

Mi resero così, che di fantasmi 

Tutta si investa all'occhio mio la luce?... 

Non è delirio il mio... caddero i ceppi... • 

Questa che il sen mi inonda è la serena, 

È la pura... la santa aura de' cieli... 

No! delirio- non è!... ben era desso 

Il mio Walter... l'amico... il fratel mio... 

Oual altro esser potea l'angiol pietoso 

Che dalla tomba a ridestarmi venne?... 

O rimembranze... 
Gioie... speranze 

Della mia prima, avventurosa età... 

Tutte rivivere 

Vi sento in cor 

In .questo nuovo àlbor 

Di libertà! 

Dio ti ringrazio 

Del lungo strazio 

Che sì immenso gioir mi preparò ! 



— 23 — 



Perdona... assolvi 

Lo sciagurato, 

Che nelle tenebre 

Dal duol prostrato... 

Ogni fede smarrita, a te imprecò ! 

(si inginocchia sui gradini del tempio). 



Aldona, in abito da pellegrino , e Detto. 



Aldona 

(arrestandosi spossata) 

Affranta son, pure alla meta io giunsi... 
Già la notte si avanza... Ove un asilo 
Mi fia dato trovar ? - Città fatale, 
Covo nefando di crociate jene, 
Tetra sei tu siccome a me ti pinse 
11 pensier di tue gesta inorridito. 

(vedendo Arnoldo) 

Un uom che prega! l'umil veste, il pio 

Fervor... tutto mi dice: 

Aldona... ei t'è fratello... è un infelice... 

Arnoldo 

(alzandosi) 

Presso Walter si corra... 

Aldona 

(timidamente ad Arnoldo) 

Perdonate... 
Arnoldo 
Qual voce!... un pellegrino!... 

Aldona 

Una infelice donna 

Che da confin remoto 

Qui venne a sciorre un voto. 



— 24 — 



Arnoldo 
Lituana all'accento,., 

Aldona 

(commossa) 

E voi... voi pure?.., 
Arnoldo 

Nelle valli di Kowno il sole io vidi... 
Aldona 

(con crescente commozione) 

Che intendo!... e voi la patria 
Abbandonaste... (Oh! come 
Mi batte il cor!) 

Arnoldo 

Qui i Teutoni 
Mi trasser prigionier... 
Ma voi!... (gran Dio! qual'ansia!...) 

Aldona 

(animatissima) 

Il nome... il vostro nome... 
Deh!... per pietà svelatemi... 

Arnoldo 

Arnoldo... 

Aldona 
È dunque ver !... 

Fratello... 

Arnoldo 

Aldona!... Ah! dimmi 
Che folle non son io... 

Aldona 

(abbracciando Arnoldo) 

Tel dica il bacio mio... 
E il pianto del mio cor. 



— 25 — 



Arnoldo 
Come qui giunta?... 

Aldona 

(interrompendolo) 

In carcere 

Languisti ?... 

Arnoldo 

I casi miei 
Ridir che giova?... libero... 
Felice appieno or soni... 
Ma tu?... dentro le mura 
D'un chiostro io ti lasciai... 

Aldona 

Nel chiostro la sventura 
Si oblia... l'amor giammai; 
Là... delle suore ancella 
Piansi... pregai... soffersi... 
Ma il voto non proffersi, 
Mentito al ciel non ho. 
Walter fu sempre il Dio 
Che nel mio cor regnò... 

Arnoldo 

E tu di rivederlo 
Sempre sperasti? 

Aldona 

Da più di una voce 
Mi gridava nel cor: va!... parti, Aldona, 
Di Marienburgo sulle vie ti reca... 
Ivi il fato si compie... ivi il tuo sposo... 
Ivi l'amante... il Nume 
Dell'oppressa tua patria incontrerai... 

E sola... in veste da pellegrino 
Corsi anelante l'aspro cammino... 
E qui venuta, nell'ombre avvolta 
Del suo trionfo... sperai gioir. 
E dirgli: t'amo, anco una volta... 
E benedirlo pria di morir. 



— 26 — 



Arnoldo 

Ebben... lo sappi... gioisci, o suora; 
Del di promesso spuntò l'aurora... 
Walter io vidi... Walter è qui... 

Aldona 

Tu... lo vedesti? 

Arnoldo 

D'oro fulgente... 
Al par di un Nume bello e possente. 

Aldona 

(con gioia entusiastica) 

Tu lo vedesti ! ! ! 

Arnoldo 

(additando la chiesa) 

Da quella soglia ' 
Ei parlò ai vinti pace e perdon... 
La man sull'elsa... la croce in petto, 
Mite all'accento, fiero all'aspetto, 
Tremate, o Teutoni ! dicea col guardo, 
Del cielo vindice la spada io son. 

Aldona 

(col massimo entusiasmo) 

E qui respira... qui regna... ed io 
Fra le sue braccia non volo ancor? 

(ad Arnoldo) 

Vieni... 

Arnoldo 

Nè pensi?... 

Aldona 

Con noi sta Iddio ! 
Voci interne 

Largo ai giullari... ai trovatori... 
Dei cavalier la festa 
Corriam a rallegrar! 



— 2 7 



Arnoldo 

Quai voci! 

Aldona 

Odi, fratel? 

Arnoldo 

I trovatori, i bardi... 
Che muovono al caste! !..• 



Menestrelli, Aldona, Arnoldo. 



Menestrelli 

Sull'arpe volate 
Festose ballate, 
Sorrisi giocondi, 
Facezie d'amor! 
La notte si inondi 
Di canti, di suoni, 
E un gaudio celeste 
Respiri ogni cor ! 

Arnoldo - Aldona 

Del lieto drappello 
Sull'orme muoviamo, 
La fede ci guidi, 
Ci ispiri l'amor! 

(muovono per seguire i Menestrelli) 



Albano, e Detti. 



Albano 

(facendosi incontro ad Arnoldo) 

Straniero... Lituano... 
Ove ti inoltri ? 

Arnoldo 
Albano ! 



Albano 

(riconoscendolo) 



Cieli. . 



Aldona 

Ne ravvisi ? 

Albano 

(sommessamente) 

E osate ? 
Incauti, che sperate?... 

Aldona 

Vederlo... la sua voce 
Udir... 

Albano 

Qual ' ansia atroce ! . . . 

Arnoldo - Aldona 

Il varco a tutti aperto 
Vietato a noi sarà?... 

Albano 

(come inspirato) 

Ah! no... Qui Iddio vi adduce! 
Venite a questo cor!... 
Della superna luce 
Sento irradiarmi ancor! 
Cauti seguitemi !... 



— 2 9 — 



Arnoldo - Aldona 

Teco noi siamo !... 
Ogni tuo cenno 
Compier giuriamo... 

Aldona - Arnoldo - Albano 

Fermi, prudenti, 
In Dio fidenti... 
Pronti a combattere, 
Pronti a morir ! 



(escono insieme) 



ATTO SECONDO 

\ 

Grande Sala nel Castello di Marienburgo. 



Corrado è assiso a mensa tra i Cavalieri teutoni, Vitoldo, Duci 
germani. — Sul davanti ì Trovatori , Menestrelli , Schiave 
moresche e saracene , Paggi con anjore di vino — Albano che 
si aggira esplorando. 

Corrado 

(alzandosi e levando la coppa) 

Esultiamo nel nome del Signor!... 
E il nappo allegri i cor!... 

(tutti si alzano levando le coppe e ripetendo le parole di Corrado) 

Vitoldo e Parte del Coro 

(sommessamente) 

Ombrata ha la fronte 
Di foschi pensier... 
Sfavillano i lampi 
Dall'occhio sever... 

Corrado 

(con impeto) 

Esultiam nel Signor!... Pur, io non odo 
Che un mormorio sinistro 
Di fioche voci - a funebre corteggio 
Adunati non siam... No! per Iddio!... 



— 31 — 



Monaci fummo del tempio ai riti, 
Qui siam guerrier... 
La pazza gioia vuoisi ai conviti... 
Mano ai bicchier ! 

Tutti 

(alzando le coppe) 

La pazza gioia vuoisi ai conviti... 
Mano ai bicchier ! 

Corrado 

(scostandosi dalla mensa e portandosi sul davanti della scena fra i Menestrelli e le Donne) 

Dal letargo vi destate, 
Menestrelli e Trovatori ! 
Su ! cantate - su, danzate, 
Vaghe figlie dei Re Mori ! 
Nel fragor dell'orgie insane 
Mille affanni il core oblia... 
E una notte di follia 
Di alti eventi affretta il dì! 

Tutti 

Su, cantiamo! su, danziamo! 
Nelle coppe il vin mesciamo... 
E qui regni la follia 
Fino al sorgere del dì. 

(si avanzano le Schiave andaluse e danno principio alle danze) 

Menestrelli 

Come rosa d'aprii, 

L'Andalusa è gentil, 

La bruna andalusa dal passo leggier. 

(ai paggi sporgendo le coppe) 

Che giova? dal cor 
Si sgombri l'amor ! 

- Bel paggio, ti accosta, mi colma il bicchier ! 
Albano 

(appressandosi a Corrado) 

Del Lituano suol, 

Walter, rammenta il duol... 

Nè il sole ti abbagli del nuovo poter. 



— 32 , — 



Corrado 

(con tristezza allontanandosi) 

Va! tu mi strazii il sen... 

Un'ora, un'ora almen, 

A me sia concessa di tregua e piacer! 

(si avanzano le schiave greche danzando) 

Menestrelli 

In grazia ed in beltà 

La greca ugual non ha, 

La greca superba del fulgido crin. , 

Che giova ? - dal cor 

Si sgombri l'amor!... 

- Bel paggio ti accosta - la gioia è nel vin ì 

Albano 

(da i>e, guardando Corrado) 

La voce dell'amor 

A lui rinfiammi- il cor... 

E ornai della patria si compia il destili. 

(,si allontana inosservato) 

Teutoni - Duci 

(alzando le coppe) 

A te gloria e poter, 
Supremo cavalier ! 

Corrado 

(dominando la scena) 

Dei vostri destini son arbitro e re ! 

(finiscono le danze) 

» A piene mani l'or 

)> Si versi ai Trovator ! . . v 

(breve pausa — Corrado torna sul davanti della scena e passeggia con aria cupa) 

Ma di danze lascive e molli canti 
Già noiato son io - Non avvi un bardo, 
Un fiero Vaidelota in mezzo a voi, 
Che ruggisca un gagliardo inno da eroi ? 



— 33 — 



Teutoni 

Dalla pupilla ardente 
L' ira apparisce... 

VlTOLDO 
(sedendo a destra) 

(Si ascolti ! Il vin sovente 
L'alma tradisce). 

Corrado 

Di selvaggia canzone io vuo' gli accordi, 
Come il soffio del mar cupi e frementi... 
Come l'ebbrezza di un dannato ardenti. 

Teutoni 

Le pugne, le vittorie... 
Del possente ordin nostro... 



Arnoldo e Aldona in abito di bardi, col cappuccio abbassato sul volto. 
Albano che apparisce in fondo della scena. - Detti. 

Arnoldo 

Il bardo è presto! 

Corrado 

(ad Arnoldo) 

Ti avanza... e canta... 

Coro 
Uno stranieri 
Arnoldo 

(ad Aldona) 

T'assidi, 

O giovinetto. 



— 34 - 



Aldona 

(sedendo) 

Ah! il cor mi manca... 
Vitoldo 

(ai Germani) 

I volti 

Perchè celan costor?... 

Albano 

Lo ispiri il ciel ! 

Tutti 

Si ascolti 
Lo strano trovatori... 

Arnoldo 

Sui lituani fiumi io vidi il sol, 

E la mia patria io canto ; 

La dolce patria un dì fiorente e lieta... 

Oggi albergo di tenebra e di pianto. 

Mia voce è l'eco d'un immenso duol 

Che a Dio la terra innalza; 

È il soffio irato, è l'onda irrequieta 

Che il fato degli umani agita e incalza. 

L'angiol tremendo io sono 

Che in mezzo ai nembi appar, 

Dalla cruenta polvere 

I morti a ravvivar !~ 

Corrado 

(La sua voce turbato m' ha il cor). 

Coro 

Si allontani il sinistro cantori 
Arnoldo 

La Lituania è morta - ecco un guerrier 
Sorge dal tetro campo... 



Di tremenda vendetta un grido ei rugge... 

La procella ha nel cor, negli occhi il lampo 

Ov'è desso ? - spari - Quale è il sentier 

Che il desolato imprende ? 

Un cor di donna in lacrime si strugge 

E per due lustri nel dolore attende... 

Oh squilli alfin la tromba 

Nunzia di libertà, 

E un popol dalla tomba 

Tremendo sorgerà!... 

Corrado 

(fremendo) 

(Che il mio segreto sia noto a lui?...) 
Alcuni 

Fuor dalla sala vada costui!... 

Altri 

Canti ai brìachi le strane fole!... 

Albano 

Che farà desso ? 

Corrado 

(avventandosi ad Arnoldo colla spada sguainata) 

Sì : Dio lo vuole !... 
Muoia l'audace !... 

Teutoni 

(sorgendo con ira) 

Muoia ! 
Aldona 

(lanciandosi fra Corrado e Arnoldo e scoprendo il volto) 

Ei m'è fratel... 
Corrado 

(arretrando) 



Aldona !. 



- 36 - 



Arnoldo 

(rialzando Aldona) 

Incauta ! 

Albano 

(a Corrado) 

Non tradirti !... 
Corrado 

(ai Teutoni impetuosamente) 

A terra... 

A terra i brandi ! 

(getta la spada) 

Coro 
Tu lo imponi? 

Corrado 

(con gesto solenne) 

Il del!... 

Coro 

(sottovoce) 

Il subito terror... 
Lo strano suo pallor 
Chi mai potrìa spiegar?... 
Affascinato ei par... 

(breve silenzio, Corrado guarda fissamente Aldona, che si tiene in disparte presso Arnoldo) 

Aldona 

(da sè, con entusiasmo guardando Corrado) 

10 lo riveggo - e schiudesi 

11 cielo al guardo mio... 
Io lo riveggo, e lacrime, 
Terror, rimorsi, oblio. 

Io lo riveggo - e lieta 
Ora potrò morir! 

Arnoldo 

Come tuonò fatidico 
Dell' ira sua l'accento ! - 
Dei Lituani il fremito 
In quella voce io sento... 
La invitta fè del martire, 
E del leon l'ardir... 



— 37 — 



Corrado 

(ad Albano) 

A stento i moti... l'ansie 
Del core amante io freno... 
Ah ! nel sembiante l'anima 
Ch'ella mi legga almeno... 
T'amo : le dica il guardo, 
Se il labbro noi può dir... 

Albano 

(a Corrado) 

Su te cent'occhi vegliano... 
Ti frena, o sei perduto... 
Ti ispiri amor di patria, 
Ogni altro amor sia muto... 
Ella che soffri tanto 
Insegni a te il soffrir!... 

VlTOLDO 
(guardando Aldona) 

(Qual lampo il cor m'irradia!... 

Sui Lituani lidi 

Di giovinezza fulgido 

Già quel sembiante io vidi... 

- Aldona... Aldona è dessa... 

Figlia di Kowno al Sir!...) 

Menestrelli - Trovatori 

Mal venga al bardo estraneo 
Che osò turbar la festa ! 
Al suon dell'arpa lùgubre 
Già insorge la tempesta... 
Ire, furori e lacrime 
Sottentrano al gioir... 

Teutoni - Duci 

La croce all'aure sventoli... 
Si snudino le spade... 
D' irato Dio la folgore 
Strugga le ree contrade... 
« Nè delle sperse genti 
Più resti il sovvenir!... 



- 38 - 



Corrado 

(accennando ad Arnoldo e ad Aldona) 

Qui prigionier rimangano costoro... 
Albano, a te li affido... 

(volgendosi ai Teutoni) 

La festa riprendiam ! - Doman, tremendo 
Qui tuonerà della crociata il grido. 

Nelle coppe il vin versate - 
Su, cantate! su, danzate! 
E una notte di follia 
D'alti eventi affretti il dì ! 

(vengon riprese le danze) 

Tutti 

Su, cantiamo ! su, danziamo ! 
Nelle coppe il vin mesciamo ! 
E qui regni la follia 
Fino al sorgere del dì ! 

Aldona 

Un suo sguardo mi ha beata... 
Ora io sfido ogni martir. .. 

Arnoldo 

Per la patria sventurata 
Solo or chieggo di morir... 

Albano 

O mia patria, vendicata 
Ti vedrò pria di morir! 

Vitoldo - Duci 

Se una trama è qui celata, 
Noi sapremo il reo punir. 

(Aldona e Arnoldo partono con Albano. Corrado rimonta verso la mensa. Tutti 
alzano le coppe. — Orgia animatissima). 



ATTO TERZO 



SCENA PRIMA. 

Le rovine di un Chiostro. 

In fondo della scena, promontorii e vallate coperte di neve. — Sul davanti 
lo spaccato di un oratorio. — Un piedestallo sormontato da una croce. 
— È il tramonto. 

AlV alzarsi del sipario, si veggono soldati che fuggono, ed altri che sorretti dai 

compagni discendono lentamente dai gioghi. 
Sul davanti della scena , donne e fanciulli che pregano in ginocchio ai piedi 

della croce. 

Soldati - Donne 

Pietà dei soffrenti - pietà dei morenti 
Che indarno han lottato - coli' ira del ciel ! 

La fame jj e uccide, jl e assidera il gel. 

(le donne muovono al soccorso dei soldati e con questi si allontanano) 



— 40 — 



Aldona esce dalla porta che fiancheggia l'altare. 

Come lugubre e tetro il dì tramonta!... 

Sul bianco ammanto della terra, obliquo, 

Atro di sangue il sol fiammeggia. Un cupo 

Eco lontano di singulti e pianti 

Mi evocò dalle tenebre - Che speri?... 

Sull'orme dei viventi 

Qual pensier ti conduce 

Squallida larva che nomossi Aldona?... 

Riedi alla tomba ! - Ivi il sospiro estremo 

Esali il core dall'età consunto... 

E dal sofYrire... e dall'attender vano... 

(con accento desolato) 

E da tre mesi io soffro e da tre mesi attendo... 
E balzo dalle tenebre ad ogni suon che intendo; 
E colla morte in volto, e colla febbre in cor, 
Inseguo una chimera che da me fugge ognor! 

Per balze lontane, per valli e torrenti 
Errante, smarrito trasvola il pensier: 
E là... fra il singulto di mille soffrenti 
Si arresta alla tenda di un noto guerrier... 
Mio Walter ! mio sposo ! ti scuoti, ti desta ! 
Perchè sui guanciali reclini la testa? 
Ohimè!... la tua fronte s'è fatta di gel... 
È muto il tuo labbro siccome un avel... 

(muove per entrare nel sotterraneo) 

VARIANTE — NUOVA ARIA DI ALDONA 
espressamente scritta per la signora Maddalena Mariani-Masi. 

Come lugubre e tetro il dì tramonta! 
Sul bianco ammanto della terra, obliquo, 
Atro di sangue il sol fiammeggia. Un cupo 
Eco lontano di singulti e pianti 
Mi evocò dalle tenebre - Che speri?... 



— 41 — 



Sull'orme dei viventi 

Qual pensier ti conduce 

Squallida larva che nomossi Aldona?... 

Riedi alla tomba! - Ivi il sospiro estremo 

Esali il core dall'età consunto... 

E dal soffrire... e dall'attender vano... 

O dolci sogni dell'infanzia mia... 
Care promesse d'un felice amor... 
Larve ridenti che il dolor fìnia... 

Fuggite dal mio cor. 

Già l'alma stanca spiega il volo a Dio.., 
Le vene agghiaccia della morte il gel... 
A Walter non darò l'estremo addio... 

Noi vedrò più che in ciel ! 

(si odono alcuni squilli e lamenti lontani) 

Sinistro uno squillo - un eco ferale 
Il vento gelato - mi reca sull'ale... 
Nell'ombra un mistero - si compie d'orror... 
Nel buio deserto - chi geme?... chi muor?... 

Pietade, o ciel, di chi mancar si sente... 
Fra' ghiacci eterni, e aita in te sol ha... 
Pe' morenti t'invoca una morente... 

Tutti soffriam.., pietà! 

(cadendo in ginocchio affranta) 

Albano, Corrado, Aldona. 

Albano 

(a Corrado in disparte) 

Aldona è là - Compiesti 

La tua promessa - ecco... la mia qui adempio. 

(si allontana) 

Corrado 

(appressandosi ad Aldona) 

O istante!... Aldona... 



— 42 — 



Aldona 

Ai cieli 
Dunque rapita io sono ? 

Corrado 

(con trasporto) 

Vieni... le braccia schiudimi, 
Angelo del perdono... 

Aldona 

(.lanciandosi nell'amplesso di Corrado) 

Walter ! 

Corrado 

(con entusiasmo) 

Io son redento!... 

Aldona 
Felice... ora morrò!... 

Corrado 

Mai più disgiunti saremo in terra... 

Aldona 

Cessata è dunque la orrenda guerra ? 

Corrado 

Sì, della patria compiuto è il fato... 
Del dì invocato - l'alba spuntò... 

Aldona 

(con espressione di immenso dolore) 

Ahi!... troppo tardi!... Chi del passato 
L'estasi sante ridar ci può?... 

Corrado 

Molto gioisce chi molto ha pianto... 

Aldona 

E tu... mio Walter... tu speri ancor?... 



— 43 — 



Corrado 

(con trasporto) 

Io t'amo, Aldona - tu m'ami tanto!... 
Aldona 

(sospirando angosciosa) 

E il gel di morte... mi serpe in cor... 

Corrado 

Noi torneremo alla romita valle 

Ove il tuo cor per sempre al mio si unì. 

Sul margin d'ogni rivo, in ogni calle, 

Troverem l'orme dei beati dì... 

Un eliso di gaudii Iddio ne addita 

In quel sereno e riposato asil; 

Là, nell'autunno della stanca vita, 

Per noi degli anni rivivrà l'aprii. 

ALDOxNA 

Perchè al core mi pingi un paradiso 

Che gli occhi miei non rivedran mai più? 

Già la morte ho nel sen - guardami in viso... 

Spenta è colei che Aldona un tempo fu. 

Sulla mia fronte dall'età solcata, 

Un sorriso più mai non brillerà... 

Sol nella tomba rivivrò beata 

Se un pensiero d'amor mi seguirà... 

(.squillo di campana) 

Corrado 

(rabbrividendo) 

Cielo!... 

Aldona 

Qual suono ! 

Corrado 

Un brivido 
Perchè mi scese al cor ! 



— 44 — 



VOCI INTERNE 

Sciagura ! anatèma ! 
Giustizia suprema ! 

Aldona 

(atterrita guardando Corrado) 

Che hai tu ? Perchè smarrito 
Erra il tuo sguardo? 

Corrado 

(con disperazione) 

Aldona ! 
Perduto io son... tradito! 

Aldona 

Cieli... 

Corrado 

Dei sicari atroci 
Non odi tu le voci ?... 
(In mano di quei dèmoni, 
Lo giuro, io non cadrò !) 

(volgendosi ad Aldona) 

Addio!... 

Aldona 
Mi lasci?... 

Corrado 
A Marienburgo io volo... 

Ivi stanotte Arnoldo 
I nostri guiderà. 

Aldona 
Fia vero?... E Aldona? 

Corrado 

(conducendola presso l'oratorio) 

Celata in quelle tenebre 
Per me a pregar rimani... 



— 45 — 



Aldona 

'guardandolo fissamente come per iscoprire il suo secreto) 

Tutta la notte in lacrime... 
In preci io veglierò... 
Ma tu... amor mio?... 

Corrado 

(svincolandosi disperatamente dall'amplesso) 

Domani... 

O più non tornerò... 

(si allontana a passi precipitati. Aldona si trascina presso la porta dell'oratorio) 



Vitoldo, Franco-Giudici, Aldona m disparte sulla porta delV oratorio. 

VlTOLDO 

(avanzandosi coi compagni fino al pi è della croce) 

Qui della croce al piè - gli acciar snudiam ! 
E un grido di vendetta al cielo alziam ! 

Tutti 

(sguainando le spade) 

Corrado Wallenrood, sciagura à te 1 
Aldona 

(in disparte) 

Tutto or comprendo - egli è perduto ! - ohimè ! 
Vitoldo 

Sciagura al vile che patria e nome 
Osò mentir ! 

Coro 

Reo lituano - empio pagano, 
Pel nostro ferro dovrai morir! 

Vitoldo 

Là, tra gli agguati di stranie genti 
Ei ci guidò!... 



- 46 - 



Coro 

A mille, a mille, di fame e stenti, 
I nostri figli morir lasciò. 

Vitoldo 

(con mistero) 

Schiuse domani - ai Lituani 
Saran le porte della città. 

Coro 

(prorompendo) 

Nè pria la morte su lui cadrà? 

Tutti 

Brevi son l'ore... 
Che più restiam ? 
Del traditore 
L'orme seguiam! 
No ! questi acciari 
Non deporremo, 
Se prima spento 
Quel vii non è... 

Corrado Wallenrood... sciagura a te! 

(partono rapidamente) 

Aldona 

(seguendo i Franco-Giudici con passo vacillante) 

Arrestate! Arrestate!... O Walter mio... 
Corro a salvarti od a morir con te. 



SCENA SECONDA. 



Sala nel Castello di Marienburgo. 

Corrado ed Albano. 

Corrado 

(entrando agitato) 

Albano!... Alban!... 

Albano 
Teco son io. 
Corrado 

Nè ancora 

Il segnai sfolgorò?... 

Albano 

Nulla... Sul volto 
Ti sta il terror. - E non è teco Aldona?... 

Corrado 

Aldona! Ohimè!... quell'adorato nome 
Non profferir... perduta io l'ho per sempre. 

Albano 

Spenta!... Gran Dio!... che intendo!... 

Corrado 

No!... vive ancora Aldona... 
Ma un tribunal tremendo 
Che al reo giammai perdona, 
L' inesorato anatema 
Sul capo mio scagliò.,. 



- 4 3 - 



Albano 

Il tribunal segreto 
Della Vehema!!... 

Corrado 

In profferir tal nome 
Tu pure impallidisci!... Ebben... lo sappi... 
Tutto è noto a coloro... Profferita 
È la condanna mia... 
Già quei negri fantasimi nell'ombre 
M' inseguono... 

Albano 
Chi mai 

Schiuder potrìa le vigilate porte 
Di questa torre ? 

Corrado 

Un motto 
Terribile... feral... 

Voci interne 

Sciagura e morte! 

Albano 

(atterrito) 

Silenzio ! 

Corrado 
Son dessi... 

Voci intèrne 

Sventura! anatema! 
Giustizia suprema 
Sul vii traditor ! 

Corrado 
Circondati noi siam... 

Albano 

(con estremo dolore) 

Nè scampo resta ! 



— 49 — 



) 



Corrado 

Nessun!... ma yivo non mi avran costoro... 

(corre presso alla tavola in fondo alla scena) 

A me l'anfora d'oro... 
Il vino della morte... 

(versa in una coppa il liquore contenuto in una piccola anfora) 

Albano 

Oh ! Walter mio ! 
Corrado 

(avanzandosi e levando la coppa) 

Si compia il fato ! - In questa ora suprema, 
Un brindisi ferale 

Dell'inferno risponda all'anatema!... 

(con esaltazione) 

Alla tua morte, 
Bevo, o crociato ! 
La patria è libera... 
Son vendicato... 
Della vittoria 
Nel dì sublime 
È duolo immenso 
Dover morir... 
Ma questo duolo 
L'alma redime... 
È della gloria 
Luce il martir... 

(beve il veleno) 

Albano 

La coppa a me !... 

Corrado 
Tu chiedi?... 
Albano 



Teco morir.. 



— 50 — 



Corrado 
Ah! no!... 

gettando al suolo la coppa) 

Ti infrangi al suolo, 

O mortifero nappo... 

Albano 

Sciagurato !... 
Padre ti fui... tutto con te divisi... 
Ed or... vecchio... prostrato 
Dalla lotta crudel, più che dagli anni, 
Mentre tu muori a viver mi condanni !... 

Corrado 

(ad Albano colla più viva commozione) 

Sì... questa estrema grazia 
Ti chieggo, o veglio santo... 
Vivi a colei che in pianto 
Doman mi attenderà... 
Per te d'un cor morente 
L'ultimo addio le suoni... 
Dille che a me perdoni 
E Iddio mi assolverà. 

Albano 

(piangendo) 

Vivrò... 

Corrado 

(inginocchiandosi) 

Mi benedici, 
O padre... 

Albano 

(imponendogli le mani) 

Il pianto mio 
Ti sia lavacro all'anima... 
E in ciel ti accolga il Dio 
Che scrisse in cor degli uomini 
Il santo amor di patria, 
L'amor di libertà! 



— 5i - 



Vitoldo, Franco-Giudici e Detti. 



Vitoldo e Franco-Giudici' 

(apparendo sulla soglia della porta d'ingresso) 

Corrado Wallenrood... 

Corrado 

(alzandosi) 

Eccomi a voi ! 
Che volete da me ? - Spettri, parlate ! 

Vitoldo e Franco-Giudici 

Traditor, il tuo sangue vogliamo, 
Dei caduti gli spettri noi siamo - 
Chiedi al del di tue colpe perdono - 
Piega il capo e ti appresta a morir. 

Corrado 

(fieramente) 

Sola è una colpa in me - queste nefande 
Insegne ch'io portai sul petto mio... 
Eccole... a voi le rendo... 

(getta al suolo le insegne dell'ordine) 

Vitoldo e Franco- Giudici 

(sguainando le spade) 

A morte ! a morte ! 



Indietro ! 



Corrado 

(sguainando la spada) 

Voci esterne 
I Lituani!... 

Altre voci 

All'armi!... 

Vitoldo e Franco-Giudici 

(atterriti) 

Ah!... sarla ver?... 



— 52 — 



Corrado 

Voi arretrate!... 
Il leon franse i ceppi e a voi si avventa... 
Oppressori di popoli, tremate!... 

Voci esterne 

Vittoria ! vittoria ! 

Vitoldo 

(avventandosi a Corrado) 

Tutti su lui piombiam !... 

(al momento in cui Vitoldo e Corrado incrociano le spade, dalla porta entrano i 
soldati Lituani condotti da Arnoldo) 



Arnoldo, Soldati Lituani, Aldona e Detti. 
Arnoldo 

(slanciandosi fra Vitoldo e Corrado) 

Morte ai Germani!... 

Lituani 

(investendo i Franco-Giudici) 

Morte!... 
Vitoldo e Franco-Giudici 

(arretrando) 

Cielo! perduti siam!... 

Aldona 

Ah! basti il sangue... ei vive!... 

Corrado 

(lanciandosi nelle braccia di Aldona) 

Aldona !... 

Arnoldo 
Walter!... 



— 53 — 



Lituani 
Desso!... 
Corrado 
Qui... tutti... in un amplesso... 

Albano 

(con desolazione) 

(Ed ei... la morte ha in cor...) 

Lituani 

Sia gloria a Walter! Gloria 
Al nostro salvator!... 

(Corrado è preso da un tremito convulso) 

Corrado 

Cielo!... 

Aldona 
Che hai tu ? 

Arnoldo 
Fratello ! 
Coro 

Ei trema... ei soffre... 

Albano 

(come sopra) 

Ei muor... 

(Aldona e Arnoldo sorreggono Corrado, traendolo verso la finestra donde entrano 
i primi raggi del giorno) 

Corrado 

Come potrei morir, 
Ora che al guardo mio 
Fulge del ciel natio 
La santa luce? 

Di quest'alba per lunghi anni invocata 
Vieni meco a gioir, Aldona amata... 
Due lustri di terror - di angoscie orrende 
Non m'hanno ucciso... 
Il mio bel paradiso - Iddio mi rende... 
Ed or... dovrò... morir... (muore) 



— 54 — 
Aldona 

Walter!... mio Walter!... 

Tutti 

Spento ì 
Aldona 

(cadendo in ginocchio) 

Ed io credea precederti ! ! ! 

Albano 
Udite quel concento!... 

Tutti 

Le Willi L. 

Albano 

Vi prostrate... 
Pace all'eroe pregate!... 

(nel fondo della scena compariscono le Willi portando corone di fiori e lauri) 

Canto delle Willi 

Delle immortali vergini 
Vieni all'amplesso, o martire sublime; 
Vieni alla luce, al gaudio!... 
Amor di patria ogni fallir redime. 

Tutti 

Chi per la patria muore 
Eterna fama avrà. 

(s' inginocchiano riverenti intorno alla spoglia di Corrado).